lunedì 25 gennaio 2010

Reggiolo, imparare a fare il pane in casa con una "mamma" di 110 anni!


L'evento si è svolto presso la Cesta di Artemide di Reggiolo, venerdì 22 gennaio 2010. Conoscere una madre di 110 anni non è una cosa che avviene di frequente ma venerdì sera tutti i presenti hanno avuto l'onore di conoscere da vicino la madre biologica di Nicoletta. Accudire una madre così vissuta non è poi impossibile solo richiede attenzione e costanza. Nicoletta ci confida che segue la sua mamma da ormai 20 anni ma che prima di lei altre mani hanno nutrito e protetto questa creatura dalla sua morte. Infatti il lievito madre o pasta acida o come lo si voglia chiamare non è cosa per tutti e soprattutto non tutti lo conoscono così da vicino come noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere grazie alla nostra fornaretta preferita! Lei, che di pane se ne intende, ci ha svelato la vera essenza del grano, della farina, del germe e dei mulini che mai come oggi hanno modificato e snaturato nella sua intimità il più diffuso cereale del mondo: il grano. Quante cose ci siamo accorti di non sapere, quante cose cominceremo a cercare e cambiare da ora in avanti; fare il pane non sarà più la stessa cosa o almeno non avrà più la poca consapevolezza di prima quando pensavamo che fare il pane fosse la semplice unione di farina acqua e lievito di birra; grazie alla Nico abbiamo ri-scoperto la cucina del passato fatta di attese, di umori, di sincronia, di fatica, di prove ed esperimenti che nel tempo regalano tante soddisfazioni ed emozioni.
La riunione informale è diventata l'inizio di un percorso di gruppo che speriamo ci porti molto lontano in mondi sconosciuti e abbandonati ma pieni di magia e di sapori. Nicoletta ci ha fatto conoscere un nuovo modo di Vedere il pane attingendo dalle memorie passate per arricchire il nostro presente.
Per suggellare l'incontro Nicoletta ha chiesto ad un volontario di nutrire la madre per poterla poi dividere tra tutti i presenti a ricordo di una serata di alt(r)a cucina. Grazie Nico ora ti aspettiamo per un laboratorio sul pane..

In cantiere: cosmetici naturali, eco-detergenti, yogurt, energie alternative...e tanto altro, continuate a seguirci!

Gli Incontri Informali della Cesta vorrebbero essere momenti di scambio culturale ad alto impatto sensoriale; proprio per questo sono gratuiti e aperti a tutti. Eventuali spese (pochi euro) verranno suddivise tra i partecipanti.

Nicoletta ci ha scritto un messaggio sulla serata del 22 gennaio:

E' la fornaretta che scrive e vorrei aggiungere un commento alla bella e accogliente serata informale organizzata dalla Cesta di Artemide.
Più che dedicata al pane, è stata orientata all'avvicinamento alla "sua madre", perchè senza dubbio alcuno, è la protagonista.
I miei sono piccoli tentativi per comunicare quanto sia importante avere fiducia in se stessi e riporne altrettanta nella madre.
E' madre perchè genera, perchè infonde vita in ciò che tocca, è madre perchè dal poco ottiene il tanto e con la sua presenza trasforma e migliora tutto quello che avvicina ... ma esige il Suo di tempo ... e su questo non transige!
Capace di perdonare qualsiasi errore e vitale molto oltre la vita umana.
L'unica cosa che chiede è il nostro tempo, di tanto in tanto, in cambio ci dona la vita.
L'origine profonda di questo nome deve aprirsi a noi come una cosa vicina, alla portata di tutti, senza paure di dover rispettare temperature e sequenze di azioni millimetriche a tal punto da sentirci in colpa se non "riusciamo" a fare il pane.
Certo, è necessario essere preparati a vivere qualche insuccesso ma non per la nostra incompetenza bensì per la scarsa conoscenza, reciproca, degli elementi. Debbono avere il tempo di frequentarsi.
Gli elementi siete voi, la farina, l'acqua, la temperatura esterna, l'umidità, i batteri specifici di casa vostra, il calore del vostro forno, il vostro umore ... e poche centinaia di altre cose. Non è umano pensare che tutto questo si sincronizzi in un attimo solo perchè lo desideriamo.
Dobbiamo sperimentare la facilitazione e tutte le volte avremo delle sorprese e tutte le volte ci stupiremo e l'esperienza non sarà mai finita.
Questo è il bellissimo compito che intraprende chi comincia ad impastare ed è portato dagli elementi stessi alla presenza costante.
Fare il pane con la madre ci insegna a conoscere i tempi degli altri, il tempo del legno che arde, il tempo dell'impasto che cresce, il tempo del forno che cuoce e il nostro di tempo che coordina tutto questo.
Impareremo molto più di quello che insegneremo. E' un bel movimento, lo consiglio di cuore.

Grazie alla Cesta e spero non finisca qui ...

mercoledì 13 gennaio 2010

Il pane di Nicoletta, una fornaretta molto speciale


Ho sempre cercato un pane vivo pieno di speranze per un futuro migliore capace di salvaguardare anche il più silenzioso organismo vivente dall'estinzione. La maggior parte delle varietà di cereali stanno scomparendo semplicemente perché noi non le consumiamo più. Mangiare tutto quello che la nostra terra ci offre e' segno di riconoscenza e di rispetto. Per questo appena ho assaggiato il pane di Nicoletta molti ricordi dei sono emersi nella mia mente: i sapori, la consistenza e il colore mi richiamavano gli antichi mestieri e la fatica di un lavoro duro ma legato alla terra e ai nostri nonni. Nicoletta produce da sola un pane unico e imprevedibile, dove lievito e farina si incontrano e si amano ogni volta in modo diverso. Grazie alle parole di questa speciale fornaretta, che ama il suo Il pane come una madre ama il proprio figlio, ho capito l'enorme differenza tra il pane industriale e quello artigianale. I grani macinati a pietra e la farina impastata a mano regalano umiltà, semplicità e forza vitale alle sue preziose pagnotte. Oggi possiamo considerarci grano-dipendenti, duro o tenero che sia, consumiamo solo grano. Non c’è niente di male ad essere grano ma è un limite, è come avere un amico solo. Ce lo propinano in tanti prodotti, tutti diversi ma in fondo tutti uguali : biscotti, pizze, panini, fette biscottate, crackers, torte ecc; tutto grano, nient’altro che grano e in più raffinatissimo ! Non è un caso che sia tanto aumentata la percentuale di popolazione intollerante al glutine ! Quale pretesto migliore del pane per riappropriarsi di una alimentazione varia di cereali come la segale, il farro e tutto ciò che viene coltivato biologicamente nelle nostre terre. Noi siamo e stiamo in relazione con l’ambiente nel quale viviamo, ci dobbiamo nutrire dei prodotti della terra che calpestiamo e sostenere chi ha deciso di continuare a coltivarla.
Raffinare la farina e' uno spreco enorme e l'intera umanità ne sta pagando le conseguenze sulla propria salute: quando mangiamo il pane bianco mastichiamo solo amido che trasformiamo poi in zuccheri, rinunciando al germe, ai sali minerali e alle fibre. Non tutti sanno che un kg di farina bianca assorbe 500 gr di acqua, mentre un kg di farina integrale ne ha bisogno di almeno 700! Oltre a nutrire di più, nutre pure più persone ! Questa capacità nutrizionale è determinata anche da quanto ci ha reso realmente disponibile, in termini di digeribilità, il processo di lievitazione. Il lievito di birra, pur essendo naturale, è un esercito compatto di saccaromiceti : una colonia di funghi che sanno fare una sola cosa : demolire gli zuccheri (prima amidi) trasformandoli in anidride carbonica e alcool etilico (che evapora durante la cottura). Tutti gli altri componenti rimangono inalterati, non sono assimilabili. Ecco perché ha un senso utilizzare il lievito di birra con le farine raffinate e non con quelle integrali.
La lievitazione con la pasta acida, invece, è un insieme eterogeneo di tantissimi microrganismi (batteri, funghi, lieviti e muffe), tutti con un compito differente, con una capacità diversa di trasformare l’ambiente in cui vivono. Si chiama pasta acida perché il risultato della fermentazione produce anidride carbonica e acido lattico ed è proprio quest’ultimo a conferire un sapore lievemente acido al pane. Un sapore deciso che esprime la “fatica” del cambiamento ma che è anche testimone garante dell’avvenuta trasformazione e vale senz’altro la pena dargli fiducia sperimentando nuovi sapori. La miglior pezzatura non dovrebbe essere inferiore ad un kg perché con questa quantità si preserva la vita dei batteri anche durante la cottura. Nel cuore del pane la temperatura non supera i 60°; subito tramortisce i microrganismi ma nel giro di 24/36 ore si riattivano rendendolo di nuovo “vivo”. Questo è uno dei motivi per cui non bisogna mangiarlo subito. Sarà impastato a mano, in una madia di legno e si “arricchirà” di tutti gli umori e le energie della fornaia ... per questo ed altri motivi ancora sarà sempre unico e sempre diverso. Infine bisogna cuocerlo: il calore giusto è quello prodotto dalla legna e il contatto preferito quello con la pietra.



Si uniscono e collaborano così tra loro, elementi primordiali ed essenziali per l’esistenza della vita : il fuoco, la pietra, l’acqua e i cereali.
Se volete sapere dove trovare la pagnotta di Nicoletta dovete scriverle a questa mail:
nico.letta@livecom.it oppure potete richiederlo direttamente alla Cesta di Artemide di Reggiolo.

giovedì 17 dicembre 2009

Il pane di una volta


Il pane è uno degli alimenti più consumati dall’uomo, in ogni parte del mondo il pane risulta essere il fulcro di ogni pasto, strumento conviviale che unisce piacere e necessità praticità e semplicità. Il pane di oggi è molto lontano da quel cibo genuino, digeribile e soprattutto tanto povero. I panifici sono pieni di pane, di tutti i colori e di tutti i prezzi ma sappiamo esattamente cosa contengono questi companatici? perlopiù farina raffinata fino all’osso (rimangono solo il 25% delle sostanze nutritive), lievito chimico o di birra (per lievitazioni veloci) e tanti additivi (acido acetico, carbonato di calcio, emulsionanti, alcool…). La raffinazione ha l’unico vantaggio di eliminare l’acido fitico che impedisce l’assimilazione di calcio, ferro e zinco ben più grave è l’introduzione nel nostro corpo di esagerate quantità di amido e glutine ricche di calorie e povere di sostanza. Per eliminare l’acido fitico e assorbire tutte le vitamine e i minerali presenti nel cereale il pane deve essere fatto con farina lievitata naturalmente, si dice, allora, che il pane è di pasta acida o di pasta madre. Questo pane oltre ad essere più digeribile dura molto di più ed eviterebbe al genere umano di aumentare le numerose malattie legate agli squilibri alimentari moderni quali la celiachia, una grave intolleranza al glutine di alcuni cereali; il glutine, parte proteica della graminacea, dona morbidezza al pane ma lo rende molto meno digeribile e oggi si usa molto aggiungerlo alle farine per rendere anche il pane un prodotto luccicante e allettante come se il suo aspetto e la sua consistenza rappresentassero la sua vera essenza. Le intolleranze più diffuse sono legate ai cibi più consumati e guarda caso i cibi più consumati sono quelli più manipolati. Ormai nessun alimento è scevro da “contraffazioni” più o meno legalizzate e questo va di pari passo all’estrema omertà che ruota attorno all’argomento SANA ALIMENTAZIONE. La colpa è spesso del consumatore che non si preoccupa di leggere le etichette e di chiedere le spiegazioni delle, sempre più numerose, sigle inserite nella lista degli ingredienti: E150, E296, E329…questi additivi aumentano ogni anno (una lista esaustiva dei CODICI E la potete scaricare da http://www.laleva.cc/alimenti/Enumbers.pdf). Finchè non ci sarà una coscienza sociale che lotta non solo per l’aumento di stipendio ma anche per la propria salute le industrie alimentari continueranno a prenderci in giro. Chiedete al vostro panettiere di fiducia di produrre, anche in minime quantità, delle sane pagnotte di pasta acida io nel frattempo vi propongo una ricetta facile e per niente veloce; il tempo è denaro e spesso sprechiamo entrambi.

PANE DI PASTA ACIDA:La prima volta si prende un bicchiere di farina, si aggiunge acqua fino ad ottenere un impasto morbido e si lascia fermentare a temperatura ambiente (da 23 gradi in su) per 2/3 giorni, in una ciotola coperta da un panno. Avvenuto l’aumento di volume si toglie la parte superiore, che può presentare della muffa e si utilizza la parte sottostante. Questa è la vostra pasta madre da conservare in frigo e da utilizzare ogni volta si voglia preparare il pane, la pizza o altro. Per usarla si mescola la pasta con una quantità equivalente di farina e acqua e dopo averla fatta lievitare per 4/5 ore se ne usa la metà mentre l’altra metà va rimessa in frigo per essere nuovamente usata nello stesso modo. Ricordate di togliere sempre lo strato ossidato e di lavorare l’impasto il più possibile; le tempistiche di riposo e lievitazione dipendono fortemente da temperatura e umidità quindi usare acqua tiepida e impasto a temperatura ambiente diminuirà le attese.

NB: la maggior parte del pane integrale in commercio contiene farina bianca a cui viene aggiunta della crusca, in questo caso la crusca regala pesticidi, concimi e molto altro; consumatelo solo se biologico.

martedì 24 novembre 2009

Il Comune di Pegognaga parla dei Gas

La Cesta di Artemide è stata invitata dal Comune di Pegognaga (Mn) come relatore ad un incontro sui Gruppi di Acquisto Solidale martedì 24 novembre 2009.
Qui trovate l'evento pubblicato sul sito del Comune di Pegognaga




mercoledì 18 novembre 2009

Giocattoli pericolosi


Spesso mi ritrovo a dare informazioni controcorrente, poco convenzionali e a volte al limite del credibile. Purtroppo la realtà vista senza paraocchi è veramente allarmante e piena di insidie solo che spesso sono tanto nascoste e legalizzate che il nostro tram tram quotidiano ci impedisce di vederle. La televisione, i giornali e a volte gli stessi medici si impegnano a presentarci una società in grado di offrirci cure mediche assistenza supporto informazione e tanto altro possa farci sentire al riparo dai mali del mondo. Ma se ci guardiamo veramente intorno è facile scoprire come la maggior parte di noi soffre di depressione, di colon irritabile, di insonnia, di mal di testa cronici, di infezioni varie, di allergie assurde, di stanchezze inspiegabili e altro; per non parlare di tumori, di cancri e delle malattie cardiovascolari che ancora sono in grado di ucciderci lentamente e spesso senza motivi apparenti. In realtà i motivi di tanti malesseri interiori e fisici ci sono e si aggirano sempre intorno a noi come serpenti silenziosi e infimi che lentamente si insinuano nel nostro organismo senza farsi notare. Proprio come un parassita si nutre del nostro sangue e lentamente ci depaupera di sostanze preziose, indebolendoci, così molte sostanze più o meno volatili si accumulano nel nostro organismo andando ad inficiare lo stato di salute dei nostri organi interni. Sarebbe bello potersene accorgere subito ma la disgrazia più grande sta proprio nel fatto che i sintomi di tali aggressioni esterne sono subdoli e sempre silenti. Essere messi al corrente sulla realtà dei fatti è un grosso vantaggio; ci permette di scegliere, di smettere di assecondare ed arricchire le innumerevoli multinazionali che ci imbottiscono di false pubblicità e finto amore per la nostra salute e, cosa importante, possiamo impedire ai nostri figli di non cadere nelle stesse trappole in cui noi, più o meno adulti, siamo incautamente e innocentemente rimasti impigliati.
Sapevate che in Italia esiste uno dei più rinomati centri di controllo dei giocattoli?L’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli si trova a Como e si avvale di un team composto da cento esperti tra ingegneri, chimici periti elettronici ed elettromeccanici. Cosa fanno esattamente?controllano che i giocattoli immessi nel mercato siano privi di sostanze tossiche e di parti facilmente ingoiabili e non infiammabili. Le analisi sono rigide e minuziose perché quando si parla di bambini l’attenzione deve essere massima. Peccato non la pensino così grandi colossi come la Mattel o la Toys costrette, grazie a queste verifiche, a ritirare dal mercato milioni di pezzi da loro prodotti. La Mattel ha ufficialmente chiesto scusa ai consumatori ma il danno procurato alla politica, all’economia e a milioni di bambini non è stato di sicuro ridimensionato.
La diffusione sul mercato di modelli poco sicuri ha tre cause: l’impossibilità di uniformare i criteri e gli standard di sicurezza soprattutto di Cina e Indonesia (i maggiori produttori di giocattoli nel mondo!), l’impiego illegale di sostanze bandite e l’abuso legale di sostanze insalubri ammesse dalla legge. Tutto questo senza considerare lo sfruttamento del lavoro minorile, una realtà consolidata e accettata in molti paesi extra-europei.

Ma cosa si troveranno mai dentro le migliaia di, apparentemente, innocui giocattoli?In realtà si trovano tutte le sostanze più o meno tossiche capaci di regalare a questi articoli forma, durezza, lucentezza, morbidezza, plasticità e quant’altro serva a rendere l’oggetto invitante ed economico. Ecco alcuni esempi:
Metalli pesanti quali cadmio, arsenico, cromo e piombo: si trovano in vernici e colori e si usano nella bigiotteria e nelle perle false. Questi elementi anche in basse concentrazioni si accumulano nell’organismo senza essere eliminati.
Plastificanti quali gli ftalati e il pvc: conferiscono flessibilità e resistenza e si trovano in moltissimi prodotti anche nei cosmetici. Sono sospettati di danni al sistema riproduttivo e favoriscono parti prematuri.
Formaldeide e idrocarburi: sono dei gas usati come disinfettanti e antimuffa in collanti e resine sintetiche o come solventi nei coloranti, nei detersivi e in tanti altri prodotti; sono tossici se inalati.
Ma anche i ritardanti di fiamma bromurati, le nitrosammine, gli alchilfenoli e gli organostannici non sono certamente salubri ma si trovano senza difficoltà all’interno dei giocattoli. Come tutelarci?Iniziamo a liberarci della plastica e offriamo ai nostri figli delle alternative ludiche più sane e più consone alla loro crescita. In commercio esistono giochi fatti interamente di legno e di vernici naturali o di stoffa tutti d’ispirazione Steineriana; si stanno diffondendo i nuovi eco-materiali come il Mater-Bi (la nuova “plastica” vegetale e biodegradabile derivata dal mais) o la Soysilk (fibra derivata dalle proteine della soia usata per fabbricare il Tofu-Bear un orsetto ecologico che vostro figlio può baciare ed abbracciare in tutta tranquillità) e per i più aggiornati è possibile acquistare giocattoli in grado di sfruttare l’energia solare per funzionare. La scelta non è poi così ristretta e i genitori possono dormire sonni tranquilli sapendo che i loro figli potranno quasi mangiare i loro giochi senza conseguenze sulla loro salute.

Per approfondire l’argomento e trovare i negozi più vicini ecco i siti più conosciuti:
www.ecotoys.it;
www.giocattoliinlegno.com;
www.ipiccolissimi.it;
www.tofubear.com;

Per i giocattoli ad energia solare:
www.inprosolar.de;
www.ecorete.it;
http://ecom.paea.it.

Per saperne di più sulla sicurezza:
www.giocattolisicuri.com;
www.aduc.it;
www.genitori.it.

Se poi voleste costruirli da soli i giocattoli potete comprare il libro
Giocattoli creativi di Roberto Papetti e Gianfranco Cavalloni Editoriale Scienza, euro 10,90.
Molti dati sono tratti dalla rivista AAM Terra Nuova, una rivista che vi permette di scegliere stili di vita più compatibili con noi e l’ambiente.

martedì 3 novembre 2009

Spazio benessere - I consigli di Novembre


A novembre di solito siamo tristi per la mancanza di sole e il solo pensiero di affrontare nebbia e freddo ci rende anche meno disponibili ad uscire di casa. Cosi prevalgono le serate passate in casa magari davanti al camino guardando la tv e sorseggiando una bevanda calda. Riposare, rilassarsi e rallentare un po i ritmi di vita sarebbero ottimi consigli per questo mese ma non tutti riescono o possono praticare queste sane abitudini è bene quindi seguire alcuni consigli di vecchia data e comprovata efficacia per mantenere il nostro corpo e la nostra mente lontana da malesseri e malattie novembrine.



CAPELLI: UNA MASCHERA PER RIPARARE
Applicare anche 2 volte alla settimana su tutta la lunghezza e per un’ora prima del lavaggio una maschera a base di 2 cucchiai di olio di oliva, 2 cucchiai di olio di mandorle e due cucchiai di olio di semi di girasole; per profumare possiamo aggiungere 2/3 gocce di olio essenziale di lavanda.
CURIOSITA’: Tutti gli oli essenziali (scritti spesso o.e.) necessitano di una sostanza detta veicolante per liberare i loro principi attivi e renderli assorbibili da parte del nostro organismo. Essendo gli o.e. liposolubili i veicoli classici sono a base di oli possibilmente naturali, spremuti a freddo e privi di profumi e conservanti. Nell’aromaterapia, invece, l’olio essenziale vaporizza e penetra nel nostro organismo attraverso le vie respiratorie, spesso questo metodo risulta piu efficace piu profondo e piu delicato di altre somministrazioni.

CORPO: UN BAGNO PER ASCIUGARE

Se come tante donne soffrite di ritenzione idrica utile risulterà effettuare un bagno di acqua salata. Prendete 1,5 Kg di sale grosso da cucina, 4 gocce di olio essenziale di rosa e 4 di arancio dolce versateli nella vasca e restate immerse per almeno 20 minuti, il sale grosso aiutera non solo ad asciugare i tessuti ma anche a levigarli e massaggiarli. Come dopobagno potete strofinare delicatamente sulla pella dell’olio di oliva a cui avrete aggiunto tre gocce di olio essenziale di limone.
CURIOSITA’: il sale (in chimica detto cloruro di sodio NaCl) contiene sodio un oligoelemento indispensabile a piccole dosi al nostro organismo perche capace di trattenere l’acqua all’interno delle cellule, da questo si evince come il sale contenuto nella vasca richiami a se l’acqua contenuta nel nostro corpo, il principio alla base di questo meccanismo viene detto osmosi.

DENTI: EQUISETO PER SBIANCARE

Togliamo quel sottile velo giallo che si deposita regolarmente sui nostri denti soprattutto se dipendenti da fumo e caffe altrimenti poi non ci ricorderemo piu il vero colore del nostro smalto. Spazzoliamo quindi la dentatura una volta alla settimana con polvere di equiseto (o coda cavallina). Oltre ad asportare il tartaro e un ottimo rimineralizzante e previene le carie. Uomini e donne dopo i 45 anni dovrebbero praticare questa sana abitudine regolarmente almeno in questo periodo dell’anno.
CURIOSITA’L’equiseto e una piccola pianta spontanea verde a forma di alberello strutturata in tanti setti regolari che cresce lungo le sponde dei corsi d’acqua e all’ombra dei muretti lo si trova facilmente dalle nostre parti basta osservare con attenzione lungo i sentieri che percorriamo d’estate quando facciamo le scampagnate. Ricchissimo di sali minerali ed in particolare di silicio e un ottimo rimineralizzante anche per via orale, conosciuto dai tempi antichi il suo frutto veniva consumato al posto della carne.

ZAMPE DI GALLINA: MIELE E CAROTA PER LEVIGARE

Chi di noi non possiede almeno l’ombra delle zampe di gallina scagli la prima pietra!Il contorno occhi sottile e delicato invecchia rapidamente e se non lo si protegge quotidianamente con stick solari tutte le estati le zampe di gallina aumenteranno vistosamente di anno in anno. Le antiestetiche rughette degli occhi esprimono inesorabili la nostra vera eta e l’unico metodo non invasivo esistente e prevenire il loro avanzare attenuando l’inestetismo con una semplice ma molto efficace maschera. Unire ad un cucchiaio di miele due di succo di carota fresco e applicare per almeno mezz’ora l’impacco sulla zona da trattare: sciacquare e applicare due gocce di olio essenziale di rosa mosqueta, massaggiare e lasciare agire tutta la notte.
CURIOSITA’ La rasa mosqueta cresce solo in Cile e le sue potenti virtu antiossidanti e antirughe la rendono unica e speciale per migliorare l’elasticita e la rigenerazione della pelle ma la difficile estrazione del suo olio la rendono particolarmente cara e quindi anche poco conosciuta e diffusa.

lunedì 26 ottobre 2009

Rimborso IVA sulla tassa sui rifiuti? Ecco come ottenerlo.


La Corte Costituzionale con la sentenza 238/2009 ha sancito l'irregolarità dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) pagata sulla tassa sui rifiuti (TIA, tariffa di igiene ambientale) è quindi possibile ottenere il rimborso dei soldi versati in più negli ultimi 10 anni. La Corte Costituzionale ha sancito che la TIA è una tassa e non una tariffa per cui non è possibile aggiungere all'importo l'imposta sul valore aggiunto. Per una famiglia media il rimborso è dai 250 euro fino ad arrivare a 400 euro. Per ottenere il rimborso è necessario presentare un ricorso attraverso l'apposito modulo reperibile qui
Ricapitolando ecco cosa dovete fare:
1) reperire le ricevute di pagamento e le relative fatture della tassa degli ultimi anni e farne due copie.
2) compilare la richiesta di rimborso
3) presentate, sia al comune che alla società o ente di gestione smaltimento rifiuti, la richiesta di rimborso da voi firmata in carta semplice e conservatene una copia

Sito denuclearizzato